Diario dell’India – In viaggio per Talasari

Il giorno successivo, la mattina presto, siamo partite per la nostra destinazione: la Missione Canossiana di Talasari (cittadina a Nord di Bombay, nel Maharashtra al confine con il Gujarat).

17 Settembre – da Bombay a Talasari

“Abbiamo viaggiato in prima classe: il vagone aveva l’aria trasandata della nostra metropolitana. …Quello che abbiamo visto e gli odori che abbiamo sentito sono veramente indescrivibili. Ogni centimetro della terra accanto alle rotaie era occupato da baracche fatte di lamiera e stracci. Gli odori si alternavano: da quello tipico delle spezie a quello delle latrine scoperte. A volte la vista e l’odore rendevano insopportabile il viaggio!

Usciti da Bombay il panorama cambiava lasciando il posto ad una terra verde ed incredibilmente lussureggiante. Solo vicino alle stazioni e quindi ai villaggi ritornava il fitto intrigo di baracche.

Al momento di cambiare treno ci siamo trovati avvolti da una folla multicolore: dai più poveri vestiti di stracci alle bambine sedute al bordo della strada ad intrecciare corone di fiori, dai piccoli lustrascarpe agli uomini d’affari.

Allontanandoci da Bombay le cose sono migliorate e anche le condizioni di vita sembravano più accettabili. (…) ho visto grandi pozzi dove le donne andavano a prendere l’acqua, gli odori nauseanti della città non si sono più sentiti, ovunque, per strada e nei campi, si vedono famiglie di mucche a volte accomagnate da qualche piccolo pastorello scalzo (qui nessun bambino ha le scarpe!).

E’ proprio un bel posto questa parte dell’India! Ci sono prati verdissimi con alte palme che sembrano piantate da un giardiniere esperto ad intervalli regolari, poi alberi con la cima piatta e grossi cespugli. Ci sono anche molti banani che forniranno il cibo ad Angela, visto che non mangia altro!

(…) La nostra stanza sta sopra il dormitorio delle bambine. (…) Sono ottanta e cercare di ricordare i loro nomi è impossibile. Nel pomeriggio le abbiamo accompagnate alla missione dei Gesuiti di Talasari dove sono i dormitori per i maschietti. Lì c’è anche la chiesa e tutti abbiamo assistito alla messa: i maschi seduti (in terra) a sinistra e le femmine, noi comprese, sedute (in terra) a destra. Siamo poi tornate insieme (una passeggiata di circa 2 Km) e lungo la strada abbiamo ripassato qualche nome e abbiamo provato a farci insegnare qualche cosa nella loro lingua: unico risultato una grande quantità di risate!”

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